L’ottava vita (per Brilka) – Nino Haratischwili

Titolo: L’ottava vita (per Brilka)
Titolo originale: Das achte Leben (Fur Brilka)
Autore: Nino Haratischwili
Traduttore: Giovanna Agabio
Editore: Marsilio
Anno: 2020
Pagine: 1148

Ci sono romanzi che, già dalle prime pagine, capisci che ti lasceranno un segno indelebile. Ecco, questo è ciò che è successo a me quando ho iniziato “L’ottava vita (per Brilka)” d Nino Haratischwili.

Nata a Tbilisi nel 1983, oggi Nino vive a Berlino. Scrittrice, drammaturga e registra teatrale, si è trasferita ad Amburgo a soli 20 anni. Nonostante le evidenti difficoltà con la lingua ha iniziato, fin da subito, a scrivere in Tedesco.

Traduce libri georgiani in tedesco ed è già stata finalista al Deutscher Buchpreis, il più prestigioso premio letterario tedesco.

“L’ottava vita (Per Brilka)” non è il suo primo romanzo ma è quello che, a livello internazionale, ha riscontrato più successo, conquistando la critica all’unanimità.

Nino Haratishwili

Il romanzo è ambientato in Georgia, un piccolo stato sulle rive del Mar Nero, situato sulla linea di demarcazione che separa l’Europa dall’Asia.

La storia della Georgia è quella di un paese che, negli anni, ha patito la cancellazione della libertà e delle proprie origini. Un paese che è stato prima assorbito dall’Impero russo nei primi anni dell’Ottocento, che, a seguito della rivoluzione russa del 1917, dichiarò la sua indipendenza diventando una repubblica ma che, quattro anni dopo, fu nuovamente incorporata nell’Unione sovietica.

Oggi la Georgia è una democrazia anche se, in realtà, di democratico ha ben poco.

Tbilisi in Georgia

“L’ottava vita (per Brilka)” racconta la storia – o meglio – le storie, di sei donne e un uomo legati tra loro da un rapporto di parentela. È la famiglia Jashi; discendenti di un fabbricante di cioccolato che, dopo aver fatto esperienza in tutta Europa, era tornato in patria con in tasca una ricetta segreta che avrebbe rivoluzionato il gusto della cioccolata calda.

Tutto ha inizio quando Stasia, figlia del fabbricate di cioccolato, ha 17 anni e un sogno: diventare una famosa ballerina, andare a vivere a Parigi e ballare nei Balletts Russes. Costretta a cambiare i suoi piani quando conosce il tenente Jaschi che, di lì a poco, diventerà suo marito, la sua vita prenderà una piega del tutto diversa da quella che aveva sempre sperato.

Quella di Stasia è la prima delle sette storie ma, in realtà, ci accompagnerà quasi fino alla fine del romanzo. Seguono e si intrecciano con la storia di Stasia, quella della bella Christine, sua sorella; quelle dei figli Kostja e Kitty; la storia di Elene – figlia di Kostja – e delle sue due figlie: Daria e Niza.

È proprio quest’ultima la voce narrante del romanzo; colei che ha messo insieme le storie dei suoi antenati per arrivare alla nipote Brilka, figlia della sorella Daria.

Un ruolo fondamentale nelle vicende della famiglia Jashi lo assume la Storia; quella con la “S” maiuscola. Dal regime di Stalin alla seconda guerra mondiale – passando per la guerra fredda tra Unione sovietica e Stati Uniti ed arrivando fino ai giorni nostri – Nino Haratishwili ripercorre, attraverso la famiglia Jashi, un secolo di storia georgiana, sovietica ed europea.

Un romanzo potente, monumentale, folgorante, che fin dalle prime pagine, ti trascina in turbinio di emozioni a volte molto forti. Devo ammetterlo: in alcuni momenti ho dovuto chiudere il libro per qualche minuto, respirare e metabolizzare quel che avevo appena letto.

Quella di Nino è una penna delicata con un’inclinazione verso la lirica ed il teatrale.

I personaggi sono forti, con caratteristiche ben delineate, difficili da dimenticare; quelli principali così come quelli “non principali”.

Non mi va, infatti, di definire gli altri personaggi “secondari” perchè, ognuno di essi, ha una parte fondamentale nella storia; anche quelli che non ho nominato.

La vita dei Jashi si lega a quella di un’altra famiglia -gli Eristavi -attraverso amori e passioni così intensi da trascendere una sola vita e protrarsi per l’eternità.

Ma ci sono anche altri personaggi che influenzeranno le loro vite.

Sono tutti – dal primo all’ultimo – personaggi vivi, che spesso sbagliano e che spesso mi hanno fatto innervosire a causa dei loro comportamenti. Sono figli del loro tempo, contaminati e plasmati dalla Storia. Le descrizioni, le azioni di ognuno di loro, sono talmente potenti che ancora adesso, se ci penso, mi ritrovo assieme a Stasia, anziana, inginocchiata in mezzo alla terra mentre lavora nel giardino o seduta vicino al ciliegio a guardare i fantasmi che giocano a carte.

A fare da sfondo, poi, c’è la ricetta segreta della cioccolata calda tramandata di generazione in generazione. Una cioccolata dall’aroma inebriate e dal sapore sublime che porta l’estasi a chi la assaggia ma che nasconde una maledizione. Questa cioccolata, in realtà, non è essenziale ai fini del racconto ma dona al tutto un’atmosfera magica che non guasta.

L’ottava vita è, nè sono convinta, un romanzo che porterò sempre nel cuore. Come l’ha definito il “The Guardian”: una pietra miliare della letteratura.

Se volete farvi un regalo leggetelo!

Piccola curiosità riguardo all’autrice: Leggendo il nome sulla copertina ero convinta che si trattasse di un autore uomo in quanto Nino, almeno da noi, è usato come diminutivo di nomi maschili.

In realtà ho scoperto che Santa Nino è una Santa molto famosa in Georgia. È stata colei che ha predicato ed introdotto il cristianesimo nello Stato.

Santa Nino

Spero, con queste poche parole, di avervi incuriosito verso una lettura di cui, sono certa, non vi pentirete.

Per adesso vi saluto, vi mando un bacione e… a rileggersi!

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